Figlio della dea Venere e del mortale Anchise, Enea è destinato a fondare la stirpe romana. Fugge da Troia in fiamme con il padre e il figlio, affrontando un lungo viaggio verso Occidente.
Padre di Enea, viene portato in salvo sulle spalle del figlio durante la fuga da Troia. Muore in Sicilia ma, nell’Ade, rivela a Enea il senso della sua missione.
Figlio di Enea e Creusa, Ascanio (o Iulo) è destinato a fondare Alba Longa. Da lui discenderà la gens Iulia, cui appartiene Augusto.
Regina di Cartagine, si innamora di Enea. Dopo la sua partenza, si suicida maledicendo i Troiani, dando origine all’inimicizia con Roma.
Giovani guerrieri troiani, muoiono in un’incursione notturna per avvisare Enea dell’attacco nemico. Simboli di fedeltà e valore.
Sacerdotessa di Apollo, accompagna Enea nell’Averno. Interpreta i segni del destino e guida l’eroe nel mondo dei morti.
Re dei Rutuli, promesso sposo di Lavinia, si oppone all’unione tra Enea e i Latini. Combattivo e valoroso, viene ucciso da Enea nel duello finale.
Figlia del re Latino, è promessa a Turno ma il Fato la vuole sposa di Enea. Il suo silenzio nel poema accentua il ruolo simbolico della donna come portatrice di alleanza e futuro.
Re del Lazio, accoglie i Troiani e riconosce in Enea il marito voluto dagli dèi per sua figlia Lavinia. La sua scelta causa lo scontro con Turno, ma prepara l’unione delle due stirpi.
Dea ostile ai Troiani, perseguita Enea per vendicare l’offesa subita da Paride e per difendere Cartagine, città da lei protetta.
Custode dell’Acheronte, traghetta le anime dei defunti. Rappresenta il passaggio irreversibile tra vita e morte.
