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L'Iliade
Il primo grande racconto della civiltà occidentale

1. Che cos’è l’Iliade?

L’Iliade è un antico poema epico attribuito al poeta greco Omero.

Il titolo deriva da Ilio, l’antico nome greco della città di Troia, situata nell’attuale Turchia.

Racconta le vicende dell’ultimo anno della famosa guerra di Troia, combattuta tra Greci (chiamati Achei) e Troiani.

1.1. Com'è fatta l'opera?

Il poema è composto da 24 libri scritti in versi e per secoli è stato tramandato a voce dai cantastorie (aedi).

Non narra l'intera guerra, che dura ben dieci anni, ma si concentra su un periodo di circa cinquanta giorni.

Il tema centrale attorno a cui ruota tutta la storia è la terribile ira di Achille, il guerriero più forte degli Achei.

2. Il fattore scatenante: la mela d'oro

Secondo il mito, la guerra nasce a causa di una sfida di bellezza tra le dee Era, Atena ed Afrodite.

Paride, principe di Troia, deve scegliere la più bella e riceve in premio l'amore di Elena, la donna più bella del mondo.

Paride rapisce Elena e la porta a Troia; suo marito Menelao, re di Sparta, organizza subito una spedizione per vendicarsi.

3. I due schieramenti: gli Achei

Gli Achei sono i Greci che attraversano il mare con centinaia di navi per conquistare Troia.

Agamennone è il re supremo dell'esercito, avido e orgoglioso, fratello di Menelao.

Achille è il guerriero invincibile ma impulsivo, affiancato dal saggio Ulisse (Odisseo) e dal fedele amico Patroclo.

3.1. I due schieramenti: i Troiani

I Troiani difendono la propria città, le proprie famiglie e la propria patria dall'assedio nemico.

Priamo è il vecchio e saggio re di Troia, padre di molti eroi tra cui l'impulsivo Paride.

Ettore è il principe ereditario: un valoroso guerriero, coraggioso ma guidato dal senso del dovere e dall'amore per la famiglia.

4. Il ruolo degli dèi

Nell'Iliade gli dèi olimpici non si limitano a guardare, ma partecipano direttamente agli scontri sostenendo le due fazioni.

Atena, Era e Posidone aiutano gli Achei, mentre Apollo e Afrodite proteggono e guidano i Troiani.

Sopra tutti c'è Zeus, il re degli dèi, che cerca di mantenere l'equilibrio garantendo che il Destino (Fato) si compia.

5. Lo snodo della storia: la protesta di Achille

Dopo un litigio con Agamennone, che gli sottrae la schiava Briseide, Achille si sente offeso nel suo onore.

Per protesta, il guerriero decide di non combattere più e si ritira nella sua tenda insieme ai suoi soldati.

Senza il loro campione, gli Achei subiscono pesanti sconfitte e vengono messi in fuga fino alle proprie navi.

5.1. Il tragico errore di Patroclo

Per salvare l'esercito greco in difficoltà, Patroclo indossa le armi di Achille per spaventare i nemici.

In battaglia si scontra con il principe troiano Ettore, che lo uccide credendolo Achille.

La morte del caro amico sconvolge Achille, trasformando il suo orgoglio ferito in una sete inarrestabile di vendetta.

6. Il duello finale

Achille torna in campo con nuove armi forgiate dal dio Efèsto e fa strage di soldati troiani.

Sotto le mura di Troia affronta Ettore in un drammatico duello e lo uccide, vendicando l'amico Patroclo.

Cieco dalla rabbia, Achille trascina il corpo di Ettore legato al suo carro attorno alla città per diversi giorni.

6.1. La conclusione del poema

Il vecchio re Priamo si introduce di notte nella tenda di Achille per supplicarlo di restituirgli il figlio.

Commosso dalle lacrime del padre, Achille ritrova la propria umanità e concede la restituzione della salma.

Il poema non mostra la caduta della città, ma si chiude con i solenni funerali di Ettore.

7. I valori del mondo omerico

Il valore più importante per gli eroi greci è la ricerca della gloria (kleos) e dell'onore in battaglia.

Gli eroi cercano la certezza di essere ricordati per sempre dalle generazioni future attraverso la poesia.

Accanto alla forza fisica emergono anche il rispetto per gli anziani, l'ospitalità e la compassione davanti al dolore.

8. Lo stile di Omero

Il racconto utilizza tecniche narrative precise per aiutare la memorizzazione e stimolare l'attenzione del pubblico.

Gli epiteti fissi sono aggettivi legati ai personaggi (es. Achille piè veloce, Ettore elmo lucente).

Omero usa molte similitudini: paragona i guerrieri ad animali feroci come leoni o lupi, e gli scontri a fenomeni naturali potenti come tempeste o fiumi in piena.