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Parola e lessico

La parola è l’unità fondamentale del lessico di una lingua, dotata di significato e forma.

In linguistica si parla più correttamente di lessema, cioè la parola considerata come voce di dizionario.

Il lessico è l’insieme di tutte le parole di una lingua.

Ogni parlante conosce e utilizza solo una parte del lessico complessivo.

Radice e desinenza

La radice è la parte invariabile della parola che contiene il significato fondamentale.

Esempio: cant- in cantare, canto, cantante.

La desinenza è la parte finale della parola che indica genere, numero, tempo o persona.

Esempio: -o, -i, -ava.

Prefissi e suffissi

I prefissi sono elementi che si aggiungono davanti alla radice per modificarne il significato.

Esempio: ri- in rifare, in- in incapace.

I suffissi si aggiungono dopo la radice e possono creare nuove parole.

Esempio: -zione, -ista, -mente.

Parole primitive e derivate

Le parole primitive non derivano da altre parole.

Esempio: casa, mare, pane.

Le parole derivate nascono da parole primitive tramite prefissi o suffissi.

Esempio: casetta, marino, panificio.

Parole alterate

Le parole alterate modificano il significato della parola base senza cambiarne la categoria grammaticale.

L’alterazione esprime dimensione o giudizio soggettivo.

Tipi principali: diminutivi, vezzeggiativi, peggiorativi, accrescitivi.

Tipi di alterazione

I diminutivi indicano piccole dimensioni.

Esempio: cas-ina.

I vezzeggiativi esprimono affetto o simpatia.

Esempi: cas-etta, cas-uccia.

I peggiorativi esprimono giudizio negativo.

Esempio: cas-accia.

Gli accrescitivi indicano grandi dimensioni.

Esempio: cas-ona.

Parole composte

Le parole composte sono formate dall’unione di due o più parole.

Esempi: cassaforte, ferrovia, portapenne.

Denotazione e connotazione

La denotazione è il significato oggettivo e principale di una parola.

È il significato che si trova nel dizionario.

La connotazione riguarda i significati secondari, legati a emozioni, valori o giudizi.

Esempio: volpe connota astuzia.

Polisemia

La polisemia (dal greco polysemos, "dai molti significati") è la proprietà che una parola ha di esprimere più significati.

Esempio: "mettete il libro sul banco", "Un banco di nebbia impedisce la visibilità"..

Sinonimia e antonimia

La sinonimia indica parole con significato uguale o simile.

Esempio: felice / contento.

L’antonimia indica parole di significato opposto.

Esempio: alto / basso.

Iperonimia e iponimia

L'iperonimia è il rapporto di inclusione tra parole che hanno un significato più ampio (iperonimi) e parole dotate di un significato più ristretto (iponimi).

L’iperonimo è una parola dal significato più generale.

Esempio: fiore, verdura.

L’iponimo ha significato più specifico.

Esempio: rosa, tulipano - spinaci, carciofi.

Meronimia

La meronimia indica il rapporto tra il tutto e le sue parti.

Esempio: mano è meronimo di braccio - ramo è meronimo di albero.

Il termine opposto è olonimia.

Esempio: corpo è olonimo di braccio - albero è olonimo di ramo.

Famiglia e campo semantico

La famiglia di parole comprende parole con la stessa radice.

Esempio: mare, marino, marinaio.

Il campo semantico è l’insieme di parole legate a uno stesso ambito di significato.

Esempio: parole della scuola.

Omonimi, omografi, omofoni

Gli omonimi sono parole uguali nella forma ma diverse nel significato.

Esempio: riso (cereale / risata).

Gli omografi si scrivono allo stesso modo ma si pronunciano diversamente.

Esempio: pesca.

Gli omofoni si pronunciano allo stesso modo ma si scrivono diversamente.

Esempio: anno / hanno.

Arcaismo

Un arcaismo è una parola o una forma linguistica appartenente a una fase antica della lingua, oggi percepita come superata o non più d’uso comune.

Gli arcaismi sopravvivono spesso nel linguaggio letterario o poetico.

Esempi: cotanto, siccome con valore causale, avello.

Collocazione

La collocazione è il rapporto per cui alcune parole tendono a comparire insieme per consuetudine d’uso, pur mantenendo autonomia di significato.

In linguistica, le collocazioni sono combinazioni abituali di due o più parole che tendono a presentarsi insieme in modo naturale e prevedibile. Mantengono un significato letterale, ma suonano adeguate ad un madrelingua, mentre altre combinazioni simili risulterebbero inadeguate.
Esempi comuni Verbo + Sostantivo: Prendere una decisione, fare una doccia, indire una riunione, redigere un documento. Aggettivo + Sostantivo: Caffè ristretto, pioggia torrenziale, errore grossolano. Sostantivo + Sostantivo: Raffica di vento, gregge di pecore.

Neologismo

Un neologismo è una parola di nuova formazione o introdotta recentemente nella lingua per indicare realtà o concetti nuovi (ultimamente sono frequenti i neologismi legati al mondo dell'informatica e derivati dall'inglese).

Esempi: smartworking (inglese), taggare (derivato da tag), googlare (derivato da Google), swippare (derivato da swipe), traiardare (derivato da try hard), instagrammabile.

Polirematica

La polirematica, detta anche unità lessicale superiore, è una combinazione di più parole che funziona come un unico lessema.

Il significato complessivo non è ricavabile dalla semplice somma dei significati delle singole parole.

Esempi: carta di credito, anima gemella, ferro da stiro, andare fuori, lasciar fare, avere a che dire.

Prestito

Il prestito è una parola presa da un’altra lingua e inserita nel lessico italiano.

Il prestito può essere integrato, quando viene adattato alla fonetica e alla grafia italiane, oppure non integrato, quando mantiene la forma originaria.

Esempi: bistecca (integrato), computer (non integrato).

Solidarietà lessicale

La solidarietà lessicale è un rapporto per cui il significato di una parola presuppone la presenza di un’altra.

Ci sono parole che si legano strettamente nel significato e co-occorrono frequentemente, come "caffè" e "zucchero", o termini specifici di un campo semantico, creando un'associazione forte che rende l'uso di una parola quasi prevedibile quando l'altra è presente. È un concetto legato alle collocazioni, ma più ampio, indicando un'attrazione semantica che va oltre la combinazione fissa.

Il legame è di tipo semantico e non puramente sintattico.

Esempi: miagolare è solidale con gatto, abbaiare con cane.