
Alla vigilia della Rivoluzione, la Francia era governata da Luigi XVI (1754-1793).
La società francese era caratterizzata da un sistema sociale rigido e stratificato, noto come Ancien Régime, profondamente segnato dal privilegio e dalla disuguaglianza.
La società era formalmente divisa in tre ordini o stati:
La società era formalmente divisa in tre ordini o stati:
La società era formalmente divisa in tre ordini o stati:
La società era formalmente divisa in tre ordini o stati:
Diverse dinamiche contribuirono al crescente malcontento in Francia prima della Rivoluzione:
Una grave crisi finanziaria dello Stato era dovuta al deficit e all'incapacità della monarchia di risolvere la situazione, superando l'opposizione della nobiltà e del clero all'abolizione dei loro privilegi fiscali. Le spese legate alle guerre avevano ulteriormente aggravato la situazione.
Una crisi economica si sovrappose a quella politica: il cibo scarseggiava a causa dei cattivi raccolti (dovuti ad un peggiormaneto del clima probabilmente legato all'eruzione del vulcano Laki nel 1783) e il prezzo del pane era quasi raddoppiato.
Diverse dinamiche contribuirono al crescente malcontento in Francia prima della Rivoluzione:
La disuguaglianza sociale e i privilegi del clero e della nobiltà erano sempre meno tollerati dal Terzo Stato, che aspirava a nuovi diritti politici e metteva in discussione il potere assoluto del re. Tutti e tre gli ordini, tuttavia, chiedevano una Costituzione che ponesse limiti chiari al potere del re e nuove forme di rappresentanza politica.
Le idee dell'Illuminismo, con la loro enfasi sulla ragione, l'uguaglianza dei diritti e la sovranità popolare, fornirono un quadro intellettuale per criticare l'Ancien Régime e ispirare richieste di riforma. La vivacità del dibattito culturale e la partecipazione delle élites colte non avevano eguali nel resto d'Europa.
Di fronte alle difficoltà finanziarie, Luigi XVI si vide costretto a convocare gli Stati Generali (5 maggio 1789), un'assemblea dove erano rappresentati tutti e tre gli ordini. Tuttavia, emerse subito una questione cruciale: il metodo di voto. La nobiltà e il clero sostenevano il voto per stato. Il Terzo Stato, invece, chiedeva il voto per testa, che avrebbe dato maggiore peso alla loro numerosa rappresentanza. Il re rifiutò di accogliere questa richiesta, alimentando il conflitto.
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Il 14 luglio 1789, il popolo di Parigi assaltò la Bastiglia, una prigione-fortezza medievale situata nella parte orientale della città, considerata un simbolo del potere del re. Questo evento segnò una svolta nella Rivoluzione francese e l'irruzione prepotente del popolo parigino sulla scena politica.
L’assalto fu causato da una combinazione di fattori:
Il 26 agosto 1789, l’Assemblea Nazionale approvò la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, ispirata agli ideali illuministi.
Leggi la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino
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Gli eventi successivi alla presa della Bastiglia portarono a una crescente instabilità politica e alla definitiva caduta della monarchia in Francia.
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Dopo la proclamazione della Repubblica, la Convenzione Nazionale si fece carico di processare il re.
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Dopo l'abolizione della monarchia, la Convenzione Nazionale governò la Francia e affrontò numerose sfide interne ed esterne.




