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Confine orientale
e fine del fascismo
(1941–1975)

Invasione della Jugoslavia (1941)

Occupazione di Germania e Italia e smembramento del Regno di Jugoslavia. Decine di migliaia di civili e soldati uccisi, centinaia di migliaia di prigionieri.

Occupazione italiana nei Balcani

Provincia di Lubiana, Dalmazia, Fiume ampliata. Presenza militare in Bosnia e Croazia. Politica repressiva contro popolazioni slave.

Repressione e campi di concentramento

Rastrellamenti, fucilazioni, deportazioni. Campi in Italia e nei territori occupati. Elevata mortalità per fame, malattie e violenze.

Il campo di Arbe

Istituito nel 1942 nel Carnaro. Internati sloveni, croati ed ebrei. Simbolo dei lager italiani.

Le foibe (1943–1945)

Eccidi compiuti dai partigiani jugoslavi durante la fase finale della guerra. Vittime soprattutto italiane della Venezia Giulia e Dalmazia. Tra 3.000 e 11.000 morti secondo le fonti.

Esodo giuliano-dàlmata

Abbandono forzato delle terre orientali. Tra 200.000 e 300.000 profughi. Conseguenza delle violenze nazifasciste e dei nuovi assetti politici.

Questione del confine

1946: sistemazione provvisoria (l'Italia fascista è una delle nazioni sconfitte).
1975: Trattato di Osimo (definisce il confine; Istria a Jugoslavia e Trieste a Italia)

Memoria e Giorno del Ricordo

Istituito nel 2004, in risposta alla legge 211 del 2000, viene celebrato il 10 febbraio.
La legge 92/2004 ricorda le foibe, l'esodo e e la complessa vicenda del confine orientale.