La Seconda rivoluzione industriale porta grande progresso, ma crea anche enormi disuguaglianze tra le persone.
La prima crisi di sovrapproduzione fa crollare i prezzi e spinge i governi a proteggere i prodotti nazionali.
Nasce la questione sociale: il forte contrasto tra i ricchi borghesi e gli operai che vivono nello sfruttamento.
Nel 1864 i lavoratori provano a unirsi, ma si dividono tra le idee di Marx, Mazzini e gli anarchici di Bakunin.
Nascono i partiti operai, divisi tra rivoluzionari (lotta violenta) e riformisti (conquista di diritti con le leggi).
Per risolvere la miseria degli operai nascono modelli diversi, come il socialismo scientifico e l'impegno sociale della Chiesa.