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Frasi latine

Un simpatico repertorio di frasi latine (63) che capita spesso di incontrare in saggi, manuali, articoli...

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Abusus non tollit usum
Significa l'abuso non vieta l'uso (massima del diritto antico). Significa che una cosa si può usare, anche se può esistere chi ne fa abuso, cioè un uso eccessivo od oltre i limiti del lecito.
Ad astra per aspera
Significa "Attraverso le difficoltà fino alle stelle". Questa locuzione viene usata per indicare che si possono raggiungere obiettivi elevati e prestigiosi solo attraverso la perseveranza e superando le difficoltà. È una frase che esprime incoraggiamento e tenacia di fronte alle avversità.
Ad impossibilia nemo tenetur
È una massima giuridica latina che significa "Nessuno è tenuto alle cose impossibili". Tale massima fu ripresa nel Digesto di Giustiniano.
Ad majora
Significa "Verso cose più grandi". È una frase utilizzata come augurio per il futuro, incoraggiando qualcuno a puntare sempre più in alto e a migliorarsi continuamente.
Agnosco veteris vestigia flammae
Significa "Riconosco le tracce dell'antica fiamma". La frase, pronunciata da Didone nell'Eneide di Virgilio (IV, 23), indica il riaccendersi di un antico amore o di una passione che sembrava ormai spenta. Dante la riprende nel canto XXX dell'Inferno.
Alea iacta est
Significa "Il dado è tratto". Frase attribuita a Giulio Cesare quando attraversò il fiume Rubicone nel 49 a.C., un atto che segnò l'inizio della guerra civile romana. La locuzione indica una decisione irrevocabile, una scelta che non permette di tornare indietro.
Amicus Plato, sed magis amica veritas
Mi è amico Platone, ma mi è più amica la verità, è una locuzione latina citata da Ammonio che, nella Vita di Aristotele, la attribuiva a Platone con riferimento al suo maestro Socrate (la forma di Ammonio era amicus Socrates, sed magis amica veritas). La frase, con il riferimento a Platone, è stata poi attribuita ad Aristotele che si era espresso in maniera analoga nell'Etica nicomachea (I, 4, 1096a, 16-17): «pur essendoci care entrambe le cose, gli amici e la verità, è dovere morale preferire la verità». La frase indica che Aristotele, nonostante apprezzasse e stimasse Platone, non avrebbe rinunciato a criticare le sue dottrine perché nutriva un rispetto ancora maggiore verso la verità.
Amor vincit omnia
Significa "L'amore vince su tutto". È una frase di Virgilio tratta dalle Bucoliche (X, 69). Viene utilizzata per esprimere l'idea che l'amore è una forza potente e trionfante, capace di superare ogni ostacolo e difficoltà.
Asinus asinum fricat
Significa letteralmente un asino gratta un asino. La locuzione viene normalmente utilizzata per indicare l'atteggiamento di complice intesa e reciproca stima fra due persone non particolarmente intelligenti.
Audentes fortuna iuvat
Significa "La fortuna aiuta gli audaci". Questa locuzione è tratta dall'Eneide di Virgilio (Libro X, 284) ed è spesso utilizzata per indicare che il coraggio e l'audacia sono spesso ricompensati dal destino. Incoraggia a prendere rischi calcolati e a essere proattivi.
Bona opinio hominum tutior pecunia est
Significa "La buona reputazione presso gli uomini è più sicura del denaro". Publilio Siro insegna che una buona fama vale più delle ricchezze materiali.
Carpe diem
Significa "Cogli l'attimo". È una frase di Orazio tratta dalle sue Odi (I, 11, 8 "Dum loquimur, fugerit invida//aetas: carpe diem, quam minimum credula postero"). Incita a vivere il presente senza troppa ansia per il futuro, a godere delle opportunità che il momento attuale offre, poiché il futuro è incerto.
Cito longe tarde
Abbreviato per Cito, longe fugeas et tarde redeas (presto, fuggi lontano e torna tardi) che, specialmente nel medioevo, divenne una sorta di motto ad esortare la popolazione a fuggire, velocemente, lontano e stare alla larga il più possibile dai luoghi infetti a causa di epidemie (soprattutto di peste).
Cogito, ergo sum
Significa "Penso, dunque sono". È un'affermazione del filosofo René Descartes nel suo Discorso sul metodo (1637), utilizzata per sottolineare la certezza della propria esistenza come essere pensante. Questa frase è alla base della filosofia del razionalismo cartesiano.
Desine fata deum flecti sperare precando
Smetti di credere che il volere degli dei possa essere modificato con la preghiera, Virgilio Eneide Libro VI v. 376.
Desine maledicere malefacta ne noscant tua
Smetti di criticare affinché le tue malefatte non diventino note. Il monito compare nel prologo dell'Andria di Terenzio con la forma desinant maledicere malefacta ne noscant sua (smettano di abbaiare per evitare che si conoscano le loro vergogne).
Dies albo signanda lapillo
Significa "Un giorno da segnare con una pietra bianca", cioè un giorno particolarmente felice o memorabile. L'espressione si usa per ricordare un evento lieto e degno di essere celebrato, come una laurea, una nascita o un importante successo personale. La locuzione deriva da un verso del poeta Orazio (Odi, I, 36), che richiama l'antica usanza romana di contrassegnare i giorni favorevoli con una pietra bianca e quelli sfavorevoli con una pietra nera.
Dimidium facti qui coepit habet; sapere aude; incipe!
Cominciare significa aver fatto metà dell’opera; osa conoscere; comincia! (Orazio, Epistulae I, 2, 40). Sapere Aude fu ripreso da Kant che ne fece il motto dell'Illuminismo.
Divide et impera
Significa "Dividi e conquista". È una strategia politica e militare attribuita a Filippo II di Macedonia e, successivamente, adottata dai Romani. Si riferisce alla tattica di creare divisioni tra i propri nemici o subordinati per indebolirli e assicurare il controllo.
Eheu, fugaces labuntur anni
Significa: "Ahimè, gli anni fuggono rapidi." È tratta dalle Odi di Orazio (II, 14, v. 1 "Eheu fugaces, Postume, Postume,//labuntur anni, nec pietas moram//rugis et instanti senectae//adferet indomitaeque morti," - "Ahimè, fuggevoli, Postumo, Postumo, fuggono gli anni, né la religiosità arrecherà ritardo alle rughe e alla vecchiaia che incombe e alla morte inevitabile") e riflette sullo scorrere inesorabile del tempo.
Excusatio non petita, accusatio manifesta
Significa "Giustificazione non richiesta, accusa manifesta". L'espressione si usa quando una persona si giustifica spontaneamente, senza che nessuno glielo abbia chiesto, e questo comportamento fa nascere il sospetto che abbia qualcosa da nascondere o si senta in colpa. La locuzione è di origine medievale e non appartiene al latino classico. Divenne una celebre massima retorica e giuridica, molto diffusa nel diritto canonico e nella tradizione scolastica, per indicare che una giustificazione non sollecitata può essere interpretata come un'ammissione implicita di responsabilità.
Faber est suae quisque fortunae
Significa "Ognuno è artefice del proprio destino". Frase attribuita a Appio Claudio Cieco, un antico uomo di stato romano, e spesso citata per ricordare che il destino di una persona è nelle proprie mani e che le proprie scelte determinano il proprio futuro.
Facilis descensus Auerno
Da Eneide VI, vv. 126-129. La sibilla cumana spiega ad Enea che cacciarsi in una situazione infernale può essere relativamente semplice e che, al contrario, la fatica sta tutta nel cercare di uscirne. [...] Facilis descensus Auerno: noctes atque dies patet atri ianua Ditis; sed reuocare gradum superasque euadere ad auras, hoc opus, hic labor est. [...] Traduzione: facile è la discesa all'Averno (nel regno dei morti): giorno e notte è aperta la porta del nero Dite (Dio degli inferi); piuttosto è questa l'impresa, questa la fatica: fare il cammino inverso e uscire all'aria aperta.
Formosa facies muta commendatio est
Significa "Una bella presenza è una muta raccomandazione". Publilio Siro insegna che un aspetto gradevole costituisce una presentazione favorevole anche senza parlare.
Fortes fortuna adiuvat
Significa "La fortuna aiuta i coraggiosi". La massima, attribuita a Terenzio (Phormio, 203), esprime l'idea che chi affronta con coraggio le difficoltà ha maggiori probabilità di ottenere successo.
Fortes sunt habendi non qui faciunt sed qui propulsant iniuriam
Significa "Devono essere considerati coraggiosi non quelli che commettono ingiustizia, ma quelli che la respingono". Cicerone (De officiis, I, 65) distingue il vero coraggio dalla violenza e dall'arbitrio.
Fortis fortuna adiuvat
Significa "La fortuna aiuta i coraggiosi". Questa frase latina ha un significato simile a "Audentes fortuna iuvat", sottolineando che coloro che mostrano coraggio tendono ad avere fortuna nelle loro imprese. È un incoraggiamento a essere audaci e determinati.
Fundamentum est iustitiae fides
Significa "La lealtà è il fondamento della giustizia". Cicerone (De officiis, I, 23) afferma che senza fiducia reciproca e lealtà non può esistere una vera giustizia.
Graecia capta ferum victorem cepit
Significa "La Grecia conquistata conquistò il rozzo vincitore". Orazio (Epistulae, II, 1, 156) osserva che la civiltà e la cultura greca finirono per influenzare profondamente i Romani, pur essendo stati questi i vincitori militari.
Homo homini lupus
Significa "L'uomo è lupo per l'uomo". Frase di Plauto (Asinaria II, 4, 88) e ripresa da Thomas Hobbes nel suo Leviatano. Questa espressione evidenzia la natura aggressiva e competitiva dell'uomo, soprattutto in assenza di regole sociali o leggi.
Homo sum: humani nil a me alienum puto
Significa "Sono uomo: nulla di ciò che è umano ritengo estraneo a me". Celebre frase di Terenzio (Heautontimorumenos, 77), che invita alla comprensione e alla solidarietà verso gli altri. L'abbreviazione nil equivale a nihil ("nulla").
Ictu oculi
È una locuzione latina che in italiano significa "a colpo d’occhio".
Idem velle atque idem nolle, ea firma amicitia est
Significa "Volere le stesse cose e rifiutare le stesse cose: questa è la salda amicizia". Sallustio (De coniuratione Catilinae, 20, 4) definisce l'amicizia come una profonda comunanza di ideali e di intenti.
In vino veritas
Significa "Nel vino c'è la verità". Frase latina che suggerisce come il consumo di vino possa portare le persone a rivelare i propri veri sentimenti o pensieri. Viene spesso utilizzata per indicare che in uno stato di ebbrezza le persone tendono a dire la verità più di quanto farebbero da sobrie.
Iustitia omnium est domina et regina virtutum
Significa "La giustizia è signora e regina di tutte le virtù". Cicerone (De officiis, III, 28) afferma che la giustizia è la più importante fra tutte le virtù morali.
Mala tempora currunt
Significa "Corrono tempi cattivi" oppure "Corrono tempi difficili". L'espressione si usa per lamentare un periodo caratterizzato da crisi, difficoltà economiche, problemi sociali o decadenza dei costumi. È spesso impiegata con tono pessimista o ironico per commentare situazioni considerate peggiori rispetto al passato. La formula appartiene alla tradizione tardo-latina e medievale e non è attestata come una citazione precisa della letteratura classica. Compare frequentemente nel latino ecclesiastico e cronachistico, dove viene utilizzata per esprimere un giudizio morale o una riflessione sulla crisi dei tempi.
Matres omnes filiis in peccato adiutrices solent esse
Significa "Tutte le madri sono solite essere complici dei figli nelle loro mancanze". Terenzio (Heautontimorumenos, 991 e seguenti) osserva con ironia la naturale tendenza delle madri a giustificare i propri figli.
Medico diligenti non solum morbus sed etiam natura corporis cognoscenda est
Significa "Il medico scrupoloso deve conoscere non solo la malattia, ma anche la natura del corpo". Cicerone (De oratore, II, 186) sottolinea che una buona diagnosi richiede la conoscenza del paziente nel suo insieme.
Mens sana in corpore sano
Significa "Mente sana in corpo sano". È una frase tratta dalle Satire di Giovenale (X, 356) e suggerisce che una mente sana può esistere solo in un corpo sano. Questa locuzione è spesso citata per sottolineare l'importanza dell'attività fisica e della salute per il benessere mentale.
Nec mortem effugĕre quisquam nec amorem potest
Significa "Non si può sfuggire né alla morte né all'amore". La frase afferma che due esperienze fondamentali dell'esistenza umana, la morte e l'amore, sono inevitabili e non possono essere evitate dalla volontà dell'uomo. Può essere usata sia in senso serio e filosofico, per sottolineare i limiti della condizione umana, sia in senso ironico, per indicare che è impossibile sottrarsi all'innamoramento. È una sententia di Publilio Siro (Publilius Syrus), autore latino del I secolo a.C.
Neque semper arcum tendit Apollo
Tradotta letteralmente, significa Apollo non tende sempre l'arco. (Orazio, Odi, lI, 10, 19), ossia neppure il dio Apollo tiene costantemente teso l'arco. Il significato corrente che si dà alla frase è che persino un dio, che ha forza ed energia quasi illimitate, ogni tanto si riposa.
Non est ad astra mollis e terris via
Non è facile la via che va dalla terra alle stelle (Seneca, Hercules furens, 437). Variante del proverbio Per aspera ad astra.
Non omnes arbusta iuvant humilesque myricae
Significa "Non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici". Verso delle Bucoliche di Virgilio (Ecloga, IV, 2), con il quale il poeta annuncia di voler trattare argomenti più elevati, poiché non tutti apprezzano temi semplici e pastorali.
Non scholae, sed vitae discimus
Significa "Non impariamo per la scuola, ma per la vita". Frase attribuita a Seneca, spesso citata per sottolineare l'importanza dell'educazione pratica e applicabile nella vita reale, al di là delle mere esigenze scolastiche o accademiche.
Nullum crimen sine lege
Non si dà reato in assenza di una legge che lo preveda. Principio fondamentale del diritto penale moderno, secondo cui non esiste reato se non è stabilito da una norma giuridica precedente al fatto.
Numquam est fidelis cum potente societas
Significa "Non è mai sicura l'alleanza con il potente". La frase di Fedro (Fabulae, I, 5, 1) mette in guardia dai rapporti con chi possiede molto potere, poiché l'equilibrio tra le parti è difficile.
Nunc est bibendum
Significa "Ora bisogna bere". È una frase di Orazio tratta dalle sue Odi (I, 37, 1), utilizzata per celebrare un momento di gioia o di festa, spesso dopo un evento significativo o una vittoria. L'espressione incita a godere del presente.
Omnia fert aetas
Tradotta letteralmente, significa il tempo porta via tutte le cose (Virgilio Bucoliche Egloga IX). Nel dialogo tra Lycida e Moeris, due pastori-poeti, quest'ultimo ricorda con malinconia quando da fanciullo riusciva con facilità a mandare a memoria una quantità incredibile di versi mentre ora, con il passare degli anni, si sente privato delle sue facoltà mentali, della memoria, del suo "animum": omnia fert aetas, animum quoque.
Omnibus bonis expedit salvam esse rem publicam
Significa "A tutti i buoni cittadini giova che lo Stato sia salvo". Cicerone (Philippicae, XIII, 16) sottolinea che il bene comune deve essere l'interesse principale di ogni buon cittadino.
Pecunia non olet
Significa "Il denaro non puzza". L'espressione si usa per affermare che il denaro conserva il proprio valore indipendentemente dalla sua provenienza, soprattutto quando si allude a un'attività ritenuta poco nobile o poco prestigiosa. La frase è attribuita all'imperatore Vespasiano da Svetonio nel De vita Caesarum. Secondo la tradizione, Vespasiano aveva imposto una tassa sull'urina raccolta negli orinatoi pubblici di Roma, che veniva utilizzata in diverse attività artigianali, come la concia delle pelli e la lavorazione dei tessuti. Di fronte alle critiche del figlio Tito, l'imperatore gli mostrò una moneta ricavata da quella tassa e gli chiese se avesse cattivo odore: da questo episodio nacque la celebre espressione.
Per aspera ad astra
Significa "Attraverso le avversità alle stelle". È una variante di "Ad astra per aspera" e viene utilizzata per esprimere l'idea che il successo e la gloria richiedono perseveranza e superamento delle difficoltà.
Perfer et obdura: dolor hic tibi proderit olim
Sii tenace e paziente: un giorno questo dolore di sarà utile, Ovidio, Amores III, 11, 7.
Philosophia, omnium mater artium, quid est aliud nisi donum deorum?
Significa "La filosofia, madre di tutte le arti, che altro è se non un dono degli dèi?". Cicerone (Tusculanae disputationes, I, 64) esalta il valore della filosofia come origine di ogni sapere. In questo contesto artium indica le discipline e le scienze.
Qui tenet anguillam per caudam, non habet illam
Significa "Chi tiene l'anguilla per la coda, non la tiene affatto". Si usa per indicare che chi cerca di trattenere qualcosa di sfuggente o difficile da controllare rischia di perderla. Per estensione, può riferirsi a una situazione nella quale si crede di avere il controllo, ma in realtà non si possiede una presa sicura. La frase è una metafora basata sull'anguilla, animale scivoloso e difficile da afferrare, e appartiene alla tradizione dei proverbi e delle massime latine.
Relata rèfero
"Riferisco cose riferite [da altri]", serve a prendere le distanze da quanto si sta per riferire.
Risus abundat in ore stultorum
Significa "Il riso abbonda sulla bocca degli stolti". La locuzione esprime l'idea che chi è poco saggio o poco assennato tende a ridere spesso e anche per motivi futili o fuori luogo, mentre una persona prudente e riflessiva tende a mantenere un atteggiamento più serio. Si usa quindi per criticare chi manifesta un'allegria eccessiva o inopportuna e, in senso più generale, per sottolineare che il riso non è sempre segno di intelligenza o saggezza. La frase appartiene alla tradizione proverbiale latina.
Salus populi suprema lex esto
Tradotta letteralmente, significa «il bene del popolo sia la legge suprema» (Cicerone, De legibus, IV). Si usa per indicare che il bene della collettività è prioritario rispetto al bene del singolo.
Si magnus vir cecidit, magnus iacuit
Significa "Se un grande uomo cadde, cadde da grande". Seneca (Ad Helviam, XIII, 8) ricorda che la dignità di una persona non viene meno neppure nella sventura.
Sic parvis magna
Significa "La grandezza nasce dalle piccole cose". Questa frase latina suggerisce che le grandi imprese e successi spesso iniziano con azioni piccole o modeste. È un invito a non sottovalutare l'importanza dei piccoli inizi.
Sic semper tyrannis
Significa "Così sempre ai tiranni". Questa frase è stata attribuita a Bruto durante l'assassinio di Giulio Cesare e divenne anche il motto dello Stato della Virginia, negli Stati Uniti. È usata per giustificare o celebrare la fine dei tiranni.
Sutor, ne ultra crepidam
(Ciabattino, non [andare] oltre le scarpe) è una locuzione latina utilizzata per dissuadere dall'esprimersi coloro che tendono a parlare di materie o argomenti di cui non hanno nessuna competenza.
Tempus fugit
Significa "Il tempo vola". Questa frase latina è utilizzata per esprimere la percezione che il tempo passi rapidamente, spesso in modo inaspettato. È un invito a cogliere il presente e a non rimandare ciò che è importante.
Tìmeo Dànaos et dona ferentis
(Ferentis è una forma arcaica, comunemente tramandata con ferentes) si trova nell'Eneide (Libro II, 49) di Publio Virgilio Marone. Sono le parole pronunciate da Laocoonte ai Troiani per convincerli a non fare entrare il famoso cavallo di Troia nella città. Viene oggi utilizzata per ricordare, in tono scherzoso, che non ci si deve fidare di coloro che si ritengono nemici, anche se hanno atteggiamenti generosi o amichevoli.
Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit
Dove la legge ha voluto (dire) ha detto, dove non ha voluto (dire) ha taciuto è un brocardo latino che richiama l'interprete ad attenersi solo al testo della norma e non fare deduzioni su quanto non viene esplicitato.
Ubi maior, minor cessat
Significa "Dove c'è il maggiore, il minore cede". L'espressione si usa per indicare che l'autorità, il diritto o l'interesse di grado superiore prevale su quello inferiore. Per estensione, si adopera quando una persona con maggiore autorità prende una decisione e chi occupa una posizione subordinata si fa da parte o rinuncia a intervenire. La formula appartiene alla tradizione giuridica romana ed è divenuta una massima del diritto, ampiamente utilizzata anche nella retorica e nel linguaggio comune. Pur richiamando il pensiero giuridico romano e autori come Cicerone, non è attestata come una citazione letterale nelle sue opere.
Ubi tyrannus est, ibi dicendum est plane nullam esse rem publicam
Significa "Dove c'è un tiranno, si deve affermare senza esitazione che non esiste alcuno Stato". Cicerone (De re publica, III, 43) sostiene che la tirannide è incompatibile con una vera comunità politica.
Veni, vidi, vici
Significa "Venni, vidi, vinsi". È una frase attribuita a Giulio Cesare, pronunciata per celebrare una vittoria rapida e decisiva nella battaglia di Zela contro Farnace II del Ponto nel 47 a.C. Esprime la rapidità e la completezza di una vittoria.
Verae amicitiae sempiternae sunt
Significa "Le vere amicizie sono eterne". Cicerone (Laelius de amicitia, 32) afferma che l'amicizia autentica dura nel tempo. Nella citazione originale il verbo sunt può essere sottinteso.
Video meliora proboque, deteriora sequor
Tradotta letteralmente, significa: "Vedo le cose migliori e le approvo, ma seguo le peggiori" (Ovidio, Metamorfosi, VII, 20). Il verso sottolinea la debolezza umana e la sua propensione al vizio. Ripreso da Petrarca, Canzoniere CCLXIV: E veggio 'l meglio et al peggior m'appiglio, e dal Foscolo, Sonetti II, Di se stesso: Conosco il meglio ed al peggior mi appiglio.
Volat aetas
Significa "Il tempo vola". L'espressione, tratta dalle Tusculanae disputationes di Cicerone (I, 76), ricorda quanto rapidamente trascorra la vita.
Voluptates, blandissimae dominae, animos a virtute detorquent
Significa "I piaceri, seduzioni dolcissime, distolgono gli animi dalla virtù". Cicerone (De officiis, II, 37) mette in guardia dal lasciarsi dominare dai piaceri, che possono allontanare dal comportamento morale.
Vulpes pilum mutat, non mores
La volpe cambia il pelo, non le sue abitudini (il lupo perde il pelo, ma non il vizio). La locuzione va ricondotta a Svetonio che la inserì nella Vita di Vespasiano (contenuto nel De Vita Caesarum).