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Storia Contemporanea

Un simpatico repertorio di risorse per la didattica della storia Contemporanea: Fonti, mappe, schemi, slides, approfondimenti... Questa pagina è un ecosistema di materiali diversificati (schede PDF, slide, mappe concettuali, linee del tempo, fonti storiche, video, quiz interattivi) per lo studio della storia contemporanea. È costruita come indice ragionato e navigabile: una serie di sezioni tematiche che percorrono il periodo che va dalla fine del XIX secolo all'inizio del XXI e due sezioni conclusive contenenti una selezione di video semplici che mi sono apparsi utili e ben fatti.

È anche disponibile, per studenti e studentesse che abbiano terminato lo studio della Storia Contemporanea, un file in stile accordion con domande e risposte di storia del Novecento per prepararsi al colloquio orale dell'esame di Stato.

Per introdurre il concetto di Età Contemporanea

secoli XIX e XX
Ottocento e Novecento

L'Età Contemporanea è l'età durante la quale si affermano, almeno in linea teorica, i principi democratici, si diffonde il diritto di voto, si affermano partiti e sindacati, si avvia l'industrializzazione con le trasformazioni che ne conseguono, si afferma la società di massa e si affermano i regimi totalitari, l'età in cui, infine, si assiste ai grandi conflitti mondiali (Prima e Seconda Guerra Mondiale e Guerra fredda).
L'età contemporanea riguarda essenzialmente i secoli XIX e XX (che corrispondono a Ottocento e Novecento). Riguarda anche il XXI secolo, quello che stiamo vivendo, anche se, per ovvie ragioni, non è facile parlarne a scuola.
Tradizionalmente e convenzionalmente si fa iniziare la cosiddetta Età contemporanea con la fine dell'Età Napoleonica e l'inizio dell'Età della Restaurazione.
Può quindi essere opportuno un rapido Ripasso dell'Età moderna.

XIX secolo

Il XIX secolo copre gli anni compresi tra il 1801 e il 1900. È stato un periodo di cambiamenti epocali in molti ambiti, segnato dalla rivoluzione industriale, che ha portato a un rapido sviluppo dell'industria manifatturiera e dei trasporti, dai conflitti politici, tra cui si annoverano il Risorgimento italiano, l'indipendenza degli Stati sudamericani e la Guerra di secessione americana, e dall'effervescenza culturale (è il secolo del Romanticismo e di personaggi come Leopardi, Manzoni, Carducci, Pascoli, Verga...).

Risorgimento

Il Risorgimento italiano è l'insieme delle lotte e degli eventi che hanno portato alla fine di secoli di frammentazione politica e all'unificazione dell'Italia sotto la corona sabauda. Durante questo periodo, molti patrioti, tra cui Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini e Camillo Benso di Cavour, hanno svolto un ruolo fondamentale nel promuovere l'indipendenza e l'unità dell'Italia.

Figure centrali del Risorgimento

Garibaldi

Giuseppe Garibaldi è uno dei principali protagonisti dell'unità italiana. Guidò la spedizione dei Mille, che ha portato alla conquista del Regno delle Due Sicilie e ha contribuito alla creazione del Regno d'Italia nel 1861

Mazzini

Giuseppe Mazzini è stato uno dei principali ideologi del movimento per l'unità italiana e l'indipendenza nazionale. Ha fondato la Giovine Italia, un'organizzazione politica con il fine di unire l'Italia sotto un governo repubblicano. Ha dedicato la sua vita alla causa dell'unità italiana e ha sostenuto i principi di libertà, uguaglianza e giustizia sociale. Mazzini è considerato uno dei padri del Risorgimento.

Cavour

Camillo Benso di Cavour è stato un fervente sostenitore delle riforme economiche e sociali, promuovendo l'industrializzazione e la modernizzazione delle infrastrutture nel Regno di Sardegna. Ha giocato un ruolo chiave nella creazione dell'alleanza con Napoleone III che portò alla vittoria nella seconda guerra d'indipendenza (1859).

Nel 1861 fu proclamato il Regno d'Italia, anche se il processo di unificazione non fu completato fino al 1870, con l'annessione di Roma.

La Seconda Rivoluzione industriale

  • La Seconda Rivoluzione Industriale
    Scheda sintetica dedicata alla Seconda Rivoluzione Industriale (1870-1914). Il documento illustra le innovazioni tecnologiche, le trasformazioni economiche e sociali, la questione ambientale e l'impatto sul XX secolo, con tabelle comparative e una linea del tempo.

La questione sociale

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La rapida industrializzazione e le trasformazioni economiche generarono una serie di problematiche sociali. L'aumento della produzione industriale e la concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi crearono significative disparità sociali e spaccature tra le classi.

Le condizioni di lavoro nelle fabbriche erano spesso pericolose e oppressive, con lunghe giornate lavorative, salari bassi e assenza di diritti e protezioni per i lavoratori.

Questa situazione portò a una crescente consapevolezza della necessità di riforme sociali e al tentativo di migliorare le condizioni di lavoro del Proletariato (il proletariato è una classe sociale composta dai lavoratori salariati che, in un sistema capitalistico, non possiedono i mezzi di produzione e dipendono dalla vendita della propria forza-lavoro per sopravvivere. Il concetto è strettamente legato alla teoria marxista e alla lotta di classe).

  • Petizione cartista
    Il documento presenta un estratto dalla Petizione cartista del 1838, un movimento politico britannico legato alla classe lavoratrice. La petizione fu presentata alla Camera dei Comuni con oltre un milione di firme, e rappresentava le richieste dei lavoratori britannici oppressi e in difficoltà. Nella petizione, si lamentano le condizioni economiche precarie, il disinteresse verso gli interessi della maggioranza, si richiedono il suffragio universale segreto ed elezioni frequenti.
  • La Questione Sociale
    Un quadro sintetico sulle trasformazioni della società di massa e sulla nascita del movimento operaio, per introdurre i testi fondamentali di Marx (Manifesto) e Leone XIII (Rerum Novarum).
  • La questione sociale - Brani dal Manifesto e dalla Rerum novarum (pdf 252 kb)
    Questa scheda propone un confronto tra due documenti storici fondamentali: il Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels e la Rerum Novarum di Leone XIII.
  • La questione sociale
  • Proletariato e Borghesia - FONTI
    Alcuni brani dal testo di Friedrich Engels, La situazione della classe operaia in Inghilterra. Questo saggio fornisce uno sguardo dettagliato sulle condizioni dei lavoratori nell'Inghilterra industriale del XIX secolo.
  • Il Movimento Femminista - Scheda
    Questo breve estratto, tratto dal capitolo XVI.3 del libro "Mille anni di storia" di Rosario Villari, esplora la lotta per l'emancipazione femminile nel contesto dell'ascesa della democrazia moderna. Offre uno sguardo sulla battaglia delle donne per ottenere il diritto di voto e ridurre la disuguaglianza di genere.
  • Razzismo e antisemitismo

La Belle Époque (1871-1914)

La Belle Époque è un periodo di pace e sviluppo per la borghesia europea compreso approssimativamente tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo, più precisamente dagli anni 1871−1914. Questo periodo è caratterizzato da un'atmosfera di ottimismo, prosperità e stabilità nelle società europee, in particolare nelle classi abbienti. Durante questo periodo, si affermarono nuove forme di intrattenimento come il cinema, il teatro e l'opera, mentre l'arte fu influenzata da movimenti come l'impressionismo. La Belle Époque fu anche caratterizzata da importanti progressi scientifici, come la ricerca medica e l'avvento dell'automobile e dell'aeroplano. Tuttavia, nonostante il suo fascino, la Belle Époque presentava anche disuguaglianze sociali, mancanza di diritti politici per la maggioranza dei lavoratori e tensioni irrisolte che sfociarono nella I guerra mondiale.

  • Belle époque - mappa - Senta Scusi Prof
  • La Belle époque - scheda
    Questa scheda offre uno sguardo sulla "Belle époque", un periodo di pace e prosperità vissuto dalla borghesia europea tra la Guerra Franco-Prussiana e la Grande Guerra. Un periodo di sviluppo economico, scientifico e tecnologico, che ha trasformato il volto delle città e migliorato le condizioni di vita. Sullo sfondo però l'espansione coloniale, le sfide sociali e le tensioni che caratterizzano questa epoca, fino al doloroso epilogo della Grande Guerra.
  • La Belle époque - cloze
    Mettiti alla prova con un esercizio interattivo sulla belle époque.
  • Olimpiadi moderne

Nazionalismi, Democrazia, Suffragismo e società di massa

L'Imperialismo (1870-1914)

L'Imperialismo è la volontà di uno Stato di estendere il proprio dominio (sia politico, economico, sia culturale) su altri territori allo scopo di costituire un impero. Con il termine imperialismo (età degli imperi) si indica anche il periodo storico compreso tra il 1870 e il 1914 in cui le potenze europee hanno cercato di estendere il loro dominio politico ed economico in altre parti del mondo, principalmente in Africa e Asia. Questo processo è stato guidato dalla competizione tra le nazioni europee per ottenere risorse (le materie prime necessarie alle industrie), mercati (così da evitare crisi di sovrapproduzione) e potere globale (così da rispondere all'emergere dei nazionalismi dimostrando la propria supremazia).

La spartizione dell’Africa

Al culmine dell'espansionismo imperialista le potenze europee hanno diviso e colonizzato la quasi totalità del continente africano, attraverso conferenze internazionali come la Conferenza di Berlino del 1884-1885.

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Carta storica Africa

La supremazia sull’Asia

Le potenze occidentali cercarono di stabilire il controllo politico ed economico anche sui paesi asiatici. In questo caso occorre ricordare le due Guerre dell'Oppio e i cosiddetti Trattati ineguali.

Imperialismo statunitense

L'imperialismo statunitense è emerso alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX secolo, in particolare dopo la Guerra ispano-americana del 1898 (un conflitto armato tra gli Stati Uniti d'America e la Spagna che si concluse con la vittoria degli Stati Uniti).

Esercizi sull'imperialismo

L’età Giolittiana (1903-1914)

È un periodo della storia politica italiana che va dal 1903 al 1914, caratterizzato dalla leadership di Giovanni Giolitti. È stata contraddistinta da una politica interna volta alla modernizzazione del paese, una politica economica incentrata sull'industrializzazione e una politica estera che ha incluso azioni di espansione coloniale.

Politica interna e riforme

Giolitti promosse la neutralità dello Stato nei conflitti sociali e una serie di riforme sociali in merito all'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, all'orario di lavoro giornaliero, al lavoro in miniera, al congedo di maternità. Nel 1912 fu introdotto il suffragio universale e ha cercato di stabilizzare il sistema politico attraverso un'ampia coalizione di partiti.

Economia e industrializzazione

Durante l'età Giolittiana, l'Italia ha sperimentato un periodo di crescita economica, Giolitti ha favorito lo sviluppo industriale attraverso politiche di Protezionismo economico (una politica economica che mira a proteggere l'economia di un paese attraverso l'imposizione di restrizioni all'importazione di beni e servizi provenienti da altri paesi) e sostegno all'industria nazionale (costruzione di ferrovie e opere pubbliche).Nondimeno lo sviluppo fu ineguale (questione meridionale) e molti italiani emigrarono in cerca di fortuna.
L'Italia si trovò anche a fare i conti con il terribile terremoto che nel 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria.

Politica estera e colonialismo

Dal punto di vista della politica estera, ha promosso una politica di riconciliazione con le altre potenze europee e ha cercato di rafforzare l'influenza italiana sui Balcani. Con la vittoria nella guerra italo-turca del 1911-1912 e la pace di Losanna, la Libia divenne colonia italiana, aggiungendosi a Eritrea (1890) e Somalia (1905)

  • La grande proletaria si è mossa - Giovanni Pascoli
    Giovanni Pascoli, nel suo discorso intitolato La grande proletaria si è mossa, esprime il sostegno all'impresa coloniale italiana in Libia, poco dopo lo scoppio della guerra italoturca (1911-1912), presentandola come una opportunità per i cittadini italiani (prima costretti a emigrare per mancanza di lavoro).
  • Un cloze sull'età giolittiana
    Un esercizio di completamento per essere certi di aver compreso.

La Grande Guerra (1914-1918)

Le cause della prima guerra mondiale

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La Grande Guerra è stata causata da una serie di fattori, tra cui la crisi degli imperi austro-ungarico e ottomano, le spinte secessioniste, l'inasprirsi dei nazionalismi pangermanesimo, Panslavismo, Irredentismo, Revanscismo, la crescente militarizzazione, l'imperialismo e la complicata situazione dei balcani. L'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria a Sarajevo il 28 giugno 1914 ha innescato la scintilla che ha portato allo scoppio del conflitto.
Il dibattito sulle sue cause è vasto e complesso.
È però importante ricordare che la decisione di innescare una crisi che portò a una guerra continentale (con milioni di esseri umani coinvolti e milioni di morti) fu presa da un gruppo molto ristretto di figure influenti, spesso non soggette a un controllo democratico e animate da prospettive strategiche estreme. Tali figure, spesso militari o fanatici, formavano un partito della guerra favorevole ad azioni preventive, ritenute necessarie per la sicurezza nazionale.
La stampa nazionalista sosteneva questa linea e spingeva i politici alla guerra per evitare l'accusa di "pusillanimità".

Interventisti e neutralisti

Gli interventisti sostenevano l'entrata in guerra per difendere gli interessi nazionali o per ragioni politiche (in particolare per annettere le Terre irredente, mentre i neutralisti cercavano di evitare il coinvolgimento diretto nel conflitto, preservando l'indipendenza e l'economia del loro paese.

  • Una breve rassegna delle opinioni di interventisti e neutralisti
    Questo documento presenta l'appassionato dibattito tra gli "interventisti" e i "neutralisti" riguardo alla partecipazione dell'Italia alla Prima Guerra Mondiale. Vengono analizzate le opinioni di varie personalità, tra cui il papa Benedetto XV, Giovanni Papini (che espone un punto di vista radicale in linea con l'idea futurista di guerra come sola igiene del mondo), Giovanni Giolitti e Gaetano Salvemini.
  • Interventisti e neutralisti - mappa

Il patto di Londra

Il patto di Londra, firmato il 26 aprile del 1915, era un accordo segreto tra l'Italia, il Regno Unito, la Francia e la Russia. L'Italia si impegnò ad entrare in guerra a fianco degli Alleati in cambio di alcuni territori (l'Italia avrebbe ottenuto varie aree dell'Impero austro-ungarico, principalmente nelle regioni dell'Istria, del Trentino-Alto Adige e della Dalmazia, nonché alcune porzioni dell'Impero ottomano, tra cui alcune isole nel Mar Egeo e territori costieri in Anatolia).

La guerra di posizione

La guerra si trasformò ben presto in una guerra di posizione, caratterizzata da trincee fortificate e dalla stabilità del fronte occidentale. Furono impiegate tattiche di guerra statica, come l'utilizzo di reticolati, mitragliatrici e gas tossici.

Furono infatti utilizzati gas tossici che venivano rilasciati attraverso bombe, proiettili o cilindri. I gas più comuni utilizzati includevano il cloro, il fosgene e il gas iprite (dal nome della città di Ypres, in Belgio, dove fu usato per la prima volta nel 1917). Producevano gravi danni alle vie respiratorie, agli occhi e alla pelle, causando sofferenze e morte.

Il fronte Italiano

L'Italia entrò in guerra il 24 maggio del 1915, unendosi agli Alleati contro l'Austria-Ungheria. Il Fronte italiano fu caratterizzato da una serie di battaglie brutali sulle Alpi.

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Il Fronte italiano

Le conseguenze della prima guerra mondiale

La guerra portò a una devastazione su vasta scala e a un enorme numero di vittime. Diversi imperi, tra cui quelli tedesco, austro-ungarico, russo e ottomano, collassarono, dando origine a nuovi stati e cambiamenti territoriali significativi. Inoltre, la guerra segnò l'inizio di profonde trasformazioni politiche, sociali ed economiche a livello globale, tra cui la fine dell'era dei grandi imperi, l'emergere degli Stati nazionali e la ridefinizione delle dinamiche di potere internazionale.

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Militari feriti - Battaglia della Somme (luglio-novembre 1916)

Altri materiali sulla Prima Guerra Mondiale

Test interattivi per ripassare la Prima Guerra Mondiale


La Rivoluzione Russa

La rivoluzione Russa del 1917 portò alla presa del potere da parte dei bolscevichi, guidati da Vladimir Lenin, in Russia.

Si compone in realtà di due rivoluzioni:

  • Rivoluzione di febbraio 1917 (caduta dello zarismo)
  • Rivoluzione d'ottobre 1917 (presa del potere bolscevica)

Questo evento ebbe un impatto significativo sulla storia del XX secolo, portando alla creazione dell'Unione Sovietica e all'instaurazione di un regime socialista.

Il primo dopoguerra (1919-1929) - Il fascismo - Il nazismo

Con l'espressione primo dopoguerra si indica il periodo successivo alla conclusione della Prima Guerra Mondiale.

È un'epoca di transizione segnata al contempo da speranza e disillusione

  • Il primo dopoguerra
    Scheda sintetica sul primo dopoguerra (1918–1929): il contesto europeo tra Versailles, Weimar e l'ascesa dei totalitarismi, e il decennio americano dei ruggenti anni Venti fino alla Grande Depressione.

Roaring twenties, Great depression e New deal

Negli Stati Uniti invece i Roaring Twenties, si chiudranno drammaticamente con il crollo catastrofico del 1929 (Grande Depressione), evento che innescherà una crisi globale con conseguenze devastanti sulla politica mondiale.

I totalitarismi

Le caratteristiche dei regimi dittatoriali sono le seguenti: il potere è detenuto da un solo partito che guida la nazione; il partito al potere è l’unico depositario dell'unica teoria politica che può garantire la felicità della popolazione; il dittatore esercita un potere assoluto; ogni opposizione è stroncata da un efficiente apparato repressivo; si organizza una propaganda continua per creare consenso; il dittatore è fatto oggetto di ammirazione fanatica.

Stalinismo

Durante il suo regime, dal 1924 al 1953, Stalin implementò politiche di collettivizzazione agricola forzata, industrializzazione accelerata e repressione politica. L'Unione Sovietica raggiunse un notevole sviluppo economico e militare, ma a costo di pesanti violazioni dei diritti umani.

Fascismo

Il fascismo italiano ebbe origine negli anni '20: Mussolini prese il potere nel 1922 e governò fino al 1943. Il fascismo si basava su principi nazionalisti, totalitari, autoritari, razzisti e anti-democratici.

Mussolini e Hitler
Adolf Hitler e Benito Mussolini a Monaco - giugno 1940
  • Le violenze squadriste
  • Proclama della marcia su Roma
    Il testo è un estratto del proclama della marcia su Roma pronunciato da Benito Mussolini il 27 ottobre 1922. Nel discorso, Mussolini fa leva sul mito della "vittoria mutilata" e promette di risolvere la grave crisi che affliggeva l'Italia.
  • Discorso del bivacco – Mussolini - 16 novembre 1922
    Il documento è un estratto del discorso tenuto da Benito Mussolini alla Camera dei Deputati il 16 novembre 1922, dopo la marcia su Roma che portò al suo incarico di formare il nuovo governo. Mussolini inizia esprimendo formale deferenza e rispetto verso l'assemblea e ringraziando i suoi collaboratori di governo per aver condiviso le responsabilità di quel momento critico. Nel contempo fa riferimento alla marcia su Roma e alle possibilità che aveva di prendere misure drastiche e usare la forza contro i suoi avversari politici.
  • Mussolini - Discorso del 3 gennaio 1925
    Si tratta del discorso con cui Mussolini si assume la responsabilità dell'omicidio di Matteotti
  • I primi passi del totalitarismo fascista
    La scheda tratta della transizione dell'Italia verso il totalitarismo durante il periodo mussoliniano, dopo l'omicidio di Giacomo Matteotti nel 1924, evento che prelude all'avvento della dittatura. Vengono elencati una serie di provvedimenti emessi tra il 1925 e il 1926 che limitarono pesantemente le libertà politiche
  • Mussolini - A che serve il suffragio universale? (dal Discorso dell'Ascensione)
    In questo documento, tratto dal Discorso dell'ascensione (26 maggio 1927), Benito Mussolini rivendica i successi del regime totalitario e critica il suffragio universale democratico.
  • Fascismo - scheda riepilogativa
    Questa scheda riassuntiva sul fascismo, senza alcuna pretesa di esaustività, presenta in modo conciso gli elementi principali di questo periodo storico in Italia. Vengono descritte le condizioni del paese nel primo dopoguerra, l'ascesa del fascismo al potere, la dittatura instaurata da Mussolini, le politiche economiche e gli accordi con la Chiesa. Vengono anche trattate le leggi razziali e le loro conseguenze.
  • Fascismo - alcune fonti iconografiche
    Una galleria di immagini che potranno facilitare lo studio del fascismo.
  • Mussolini presenta la svolta razzista- Discorso del 18 settembre 1938 - Trieste
    Il documento presenta il discorso di Trieste, il 18 settembre 1938, in cui Mussolini giustifica la svolta razzista del regime fascista. Mussolini sottolinea la necessità di una chiara coscienza razziale per mantenere il prestigio dell'Impero e afferma che l'ebraismo mondiale è un nemico irreconciliabile del Fascismo.
  • Leggi razziali 1938 - Fonti per la storia contemporanea
    Il documento presenta il testo del Regio Decreto - Legge n. 1728 del 17 novembre 1938, contenente provvedimenti per la difesa della razza italiana, comunemente noti come "Leggi razziali". Queste leggi furono emanate in Italia dopo l'avvicinamento tra Mussolini e Hitler e rappresentarono un'adesione alle politiche razziste della Germania nazista. Il decreto discriminava pesantemente gli appartenenti alla "razza ebraica", limitando i loro diritti e le loro libertà.
  • Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola
    Il documento presenta il testo del Regio Decreto - Legge n. 1390 del 5 settembre 1938, contenente provvedimenti per la difesa della razza nella scuola italiana. Queste leggi razziali miravano a escludere le persone di "razza ebraica" dalla carriera di insegnante nelle scuole statali o parastatali e dalle università. Inoltre, proibivano l'iscrizione di alunni di "razza ebraica" alle scuole di qualsiasi ordine e grado.
  • Sergio Mattarella sulle Leggi Razziste del 1938
    Il documento riporta parte del discorso del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, durante le celebrazioni del Giorno della Memoria presso il Palazzo del Quirinale (25 gennaio 2018)
  • Le foibe e la complessa questione del confine orientale scheda - mappa a stella riassuntiva
    Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, vuole «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

Nazismo

Il regime autoritario instaurato da Adolf Hitler in Germania nel periodo compreso tra il 1933 e il 1945 era caratterizzato da forte nazionalismo, razzismo, antisemitismo e da una politica estera espansionistica. Il regime nazista ebbe termine nel 1945 con la sconfitta della Germania durante la WWII.

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Adolf Hitler - guidò il Terzo Reich dal 1933 al 1945, quando venne duramente sconfitto da USA, UK e URSS

La Guerra civile spagnola (1936-1939)

La guerra civile spagnola (1936-1939) è uno dei conflitti più significativi del XX secolo, spesso descritto come un preludio alla Seconda Guerra Mondiale. È un conflitto ideologico che oppone le forze repubblicane democratiche ( che avevano vinto le elezioni ed erano sostenute da intellettuali, operai e dalla sinistra europea) ai militari nazionalisti di destra guidati dal generale Francisco Franco, supportati militarmente da Germania nazista e Italia fascista. Scoppia il 17 luglio 1936 in seguito al colpo di stato dei generali conservatori contro il governo della Seconda Repubblica Spagnola, democraticamente eletto nel 1931. La guerra non è solo uno scontro politico interno: diviene rapidamente una guerra per procura dove le potenze europee si confrontano ideologicamente. Dopo tre anni di guerra brutale che causa circa 500.000 morti, la sconfitta della Repubblica nel 1939 rappresenta una chiara vittoria dell'asse nazionalista: Franco sarà il dittatore della Spagna fino al 1975. La guerra civile spagnola mise in luce non solo la debolezza della Società delle Nazioni, ma anche la scelta degli stati capitalistici dell’Europa occidentale di non sostenere la Repubblica, temendo più un possibile avanzamento socialista che l’espansione del fascismo.

  • La guerra civile spagnola 1936–1939
    La scheda esplora la drammatica guerra civile spagnola (1936 e il 1939). Una guerra che, caratterizzata da forti valori ideologici e scontri tra forze democratiche e antidemocratiche, ha rappresentato un sinistro preludio della Seconda Guerra Mondiale.

La II Guerra Mondiale (1939-1945)

La Seconda Guerra Mondiale è stata uno dei conflitti più distruttivi e sconvolgenti della storia umana. Iniziata nel 1939 con l'invasione della Polonia da parte della Germania nazista, la guerra si è estesa in tutto il mondo coinvolgendo le principali potenze dell'epoca. Milioni di vite umane sono state perse durante il conflitto, che ha visto l'uso di armi sempre più sofisticate e distruttive come le bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki.

Il conflitto ha portato alla creazione dell'ONU (l'Organizzazione delle Nazioni Unite fu fondata il 24 ottobre 1945 con lo scopo di promuovere la pace, la cooperazione internazionale e la risoluzione pacifica dei conflitti a livello globale), alla Guerra Fredda e alla creazione di nuovi stati come Israele e la Germania federale. La guerra ha segnato profondamente la cultura e la società dell'epoca e ha avuto un impatto duraturo sulla politica internazionale, sull'economia e sulla tecnologia.

Le cause

Le cause principali della Seconda Guerra Mondiale possono essere ricondotte a:

  1. Conseguenze del Trattato di Versailles: Dopo la Prima Guerra Mondiale, il Trattato di Versailles impose pesanti riparazioni economiche e territoriali alla Germania (inclusa la demilitarizzazione del paese, la restituzione di territori occupati, il pagamento di un'ingente indennità di guerra), causando instabilità economica, sociale e politica nel paese. Questo alimentò il risentimento e contribuì all'ascesa del nazionalsocialismo.

  2. Regimi totalitari fascisti: In Italia, Germania e Spagna, emersero regimi totalitari guidati rispettivamente da Benito Mussolini, Adolf Hitler e Francisco Franco. Negli anni '30, Germania, Italia e Giappone iniziarono ad espandersi militarmente. La Germania nazista procedette alla pacifica annessione dell'Austria (1938) e invase la Cecoslovacchia (1939), l'Italia fascista occupò l'Etiopia (1935) e l'Albania (1939) mentre il Giappone invase la Cina (1937).

  3. Politica espansionistica di Hitler: Adolf Hitler, il leader del Partito Nazista, cercò di riconquistare i territori persi dalla Germania dopo la Prima Guerra Mondiale, in particolare la regione della Renania (una regione situata nella parte occidentale della Germania, al confine con la Francia, lungo il corso del fiume Reno). In seguito, l'obiettivo di Hitler si spostò verso l'annessione dell'Austria (Anschluss) e dei Sudeti (parte della Cecoslovacchia) con una serie di accordi noti come Accordi di Monaco nel 1938.

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    primo settembre 1939 - soldati tedeschi alla frontiera polacca

La campagna di Polonia è considerata l'evento scatenante della Seconda Guerra Mondiale:
I settembre 1939: La Germania, guidata da Hitler, invade la Polonia senza dichiarazione di guerra, utilizzando tattiche di blitzkrieg (guerra lampo) che combinavano attacchi aerei, terrestri e corazzati. Il giorno prima, il 31 agosto del 1939, aveva inscenato l'incidente di Gleiwitz, nel tentativo di giustificare l'invasione della Polonia.
3 settembre 1939: Regno Unito e Francia dichiarano guerra alla Germania in risposta all'invasione della Polonia.
17 settembre 1939: L'Unione Sovietica invade la parte orientale della Polonia.
28 settembre 1939: La Polonia si arrende.

La campagna di Francia

La campagna di Francia si svolse nel maggio-giugno 1940 durante la Seconda Guerra Mondiale, con la Germania nazista che invase e sconfisse rapidamente la Francia e la divise in due zone: una parte a nord-ovest occupata dalle forse tedesche e una parte a sud-est affidata ad un governo collaborazionista guidato da Philippe Pétain.
10 maggio 1940: Inizio dell'offensiva tedesca, nota come Blitzkrieg, attraverso Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi.
22 giugno 1940: La Francia firma l'armistizio con la Germania → divisione del paese: occupazione tedesca nel nord e governo collaborazionista (Repubblica di Vichy) nel sud.

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La situazione in seguito alla Campagna di Francia (1940)

L’Italia in guerra

L'Italia entra in guerra il 10 giugno 1940, al fianco della Germania.
Mussolini, che nel 1939 aveva stretto con la Germania il patto d'acciaio, si era astenuto, in un primo momento, dall'intervenire nel conflitto. Poi, incoraggiato dai successi tedeschi, dichiara guerra a Francia e Inghilterra (10 giugno 1940). Nel settembre 1940 Germania e Italia firmano con il Giappone il Patto tripartito.
Mussolini spera che la guerra possa terminare rapidamente e di potersi sedersi al tavolo delle trattative da vincitore. L'esatto contrario di ciò che successe: la guerra durò a lungo e l'Italia fu costretta ad una resa incondizionata.
In Grecia (dal 28 ottobre 1940) l'Italia è costretta dalla resistenza locale a ripiegare in Albania. I tedeschi vengono in soccorso e occupano la Jugoslavia e la Grecia, che cercano di resistere come possono.
L'Italia fascista sarà impegnata anche in Nordafrica e anche lì le truppe italiane avranno bisogno dell'aiuto dei tedeschi, i quali inviano l'Afrika Korps.

  • Mussolini annuncia l'entrata in guerra
    "Combattenti di terra, di mare, dell'aria. Camicie nere della rivoluzione e delle legioni. Uomini e donne d'Italia, dell'Impero e del Regno d'Albania. Ascoltate! Un'ora, segnata dal destino, batte nel cielo della nostra patria. L'ora delle decisioni irrevocabili. La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori di Gran Bretagna e di Francia. Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell'Occidente, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia e spesso insidiato l'esistenza medesima del popolo italiano."

Incidente di Gleiwitz

Fu una provocazione organizzata dalla Germania nazista il 31 agosto 1939. Alcuni agenti tedeschi, travestiti da soldati polacchi, simularono un attacco a una stazione radio tedesca per far credere a un’aggressione della Polonia.

Campagna di Grecia

La Campagna di Grecia è stata una serie di operazioni militari combattute durante la Seconda Guerra Mondiale tra le forze dell'Asse e le forze alleate, che includevano le truppe greche e britanniche. La campagna iniziò nell'ottobre 1940 con un'offensiva italiana respinta dalle forze greche e alleate. Successivamente, nel 1941, le forze tedesche intervennero per sostenere le forze italiane.

Afrika Korps

L'Afrika Korps è stata una forza militare tedesca attiva durante la Seconda Guerra Mondiale. L'unità fu formata nel 1941 e fu inviata in Nord Africa sotto il comando del generale Erwin Rommel per sostenere le forze dell'Asse durante la campagna nel teatro nordafricano. Sebbene abbia ottenuto alcune vittorie significative, l'unità fu alla fine sconfitta.

La battaglia d’Inghilterra

Si svolse tra luglio e ottobre 1940, durante la Seconda Guerra Mondiale, quando la Germania cercò di conquistare l'Inghilterra attraverso attacchi aerei su larga scala. Tuttavia, l'Inghilterra resistette e respinse gli attacchi.
10 luglio 1940: inizia la Battaglia d'Inghilterra, con l'attacco aereo tedesco contro infrastrutture e basi britanniche.
7 settembre 1940: L'inizio del bombardamento su Londra e altre città britanniche.
15 settembre 1940: la Battaglia d'Inghilterra raggiunge il suo picco, con i britannici che respingono gli attacchi aerei della Luftwaffe tedesca. 15 novembre 1940: Il bombardamento di Coventry da parte dei tedeschi causa devastanti distruzioni e morti, divenendo il simbolo degli effetti dei bombardamenti sulla popolazione civile.

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La città di Coventry dopo i bombardamenti nazisti (14-15 novembre 1940).

L’operazione Barbarossa

Con questa espressione si indica l'invasione tedesca dell'Unione Sovietica, avvenuta il 22 giugno 1941. Questa operazione, a dispetto del patto di non agressione (il patto Molotov-Ribbentrop del 23 agosto del 1939), portò a uno scontro con l'Unione Sovietica. All'invasione prese parte anche l'Italia. L'URSS riuscì a resistere e ad organizzare un'efficace controffensiva.
22 giugno 1941: Inizio dell'Operazione Barbarossa con attacchi su larga scala lungo il fronte orientale. I tedeschi, anche per l'effetto sorpresa, travolgono l'Armata rossa: prendono Kiev, arrivano ad assediare Leningrado (per ben 900 giorni) e cercano di dirigersi verso Mosca.
29 settembre 1941: Le truppe tedesche raggiungono le porte di Mosca, ma l'avanzata è rallentata dalle condizioni invernali e dalla tenace resistenza sovietica. Stalin trasferisce le industrie belliche a est degli Urali, conclude un trattato di aiuto reciproco con la Gran Bretagna e organizza la difesa di Mosca
5 dicembre 1941: Si conclude la battaglia di Mosca e i russi lanciano la controffensiva invernale, che segna un primo punto di svolta nella guerra orientale.
17 luglio 1942: inizia la Battaglia di Stalingrado (nel sud). Gli insuccessi dell'asse consentono la controffensiva di Stalin
2 febbraio 1943: La sconfitta tedesca nella Battaglia di Stalingrado rappresenta una svolta cruciale, poiché l'Armata Rossa inizia a riguadagnare terreno e a spingere l'invasore verso ovest.

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"Napoleone fu sconfitto. Lo stesso accadrà con l'arrogante Hitler" - Kukryniksy, 1941 (manifesto russo)

Pearl Harbor e l’intervento USA

L'attacco giapponese alla base navale statunitense di Pearl Harbor portò all'ingresso degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale.
7 dicembre 1941: l'attacco a sorpresa giapponese colpisce la base navale di Pearl Harbor nelle Hawaii. Il giorno dopo gli Stati Uniti entrano in guerra.

4-7 giugno 1942: Battaglia delle Midway, la Marina degli Stati Uniti sconfigge la flotta giapponese, rovesciando l'equilibrio nel Pacifico.

23-26 ottobre 1944: la Battaglia del Golfo di Leyte, la più grande battaglia navale della storia, segna il declino della marina giapponese.

L’armistizio e la Resistenza

L'Armistizio di Cassibile fu un accordo firmato il 3 settembre 1943 tra l'Italia e gli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. L'armistizio prevedeva la resa incondizionata dell'Italia fascista. Di conseguenza, l'Italia dichiarò guerra alla Germania nazista.

La Resistenza italiana fu un movimento di lotta partigiana contro l'occupazione tedesca, coinvolse diverse fazioni politiche e gruppi armati che operavano clandestinamente per combattere l'occupazione nazista e i collaborazionisti fascisti. La Resistenza italiana giocò un ruolo importante nella liberazione del paese e contribuì alla fine della dittatura fascista.
25 luglio 1943: il Gran Consiglio del Fascismo destituisce Benito Mussolini che viene arrestato.
3 settembre 1943: l'Italia firma l'armistizio con gli Alleati (il fatto viene reso noto l'8 settembre). Mussolini sarà liberato dai tedeschi e guiderà un governo collaborazionista (RSI).
I tedeschi occupano il paese e gli italiani organizzano sabotaggi ai danni dei nazifascisti, che reagiscono con estrema brutalità. Le rappresaglie nazifasciste colpiscono soprattutto la popolazione civile inerme (Fosse Ardeatine, 24 marzo 1944, 335 vittime; Marzabotto, 29 settembre - 5 ottobre 1944, 1830 vittime; S. Anna di Stazzema, 12 agosto 1944, 560 vittime).
25 aprile 1945: Le forze partigiane italiane, insieme agli Alleati, liberano Milano, segnando la fine dell'occupazione tedesca. Tre giorni dopo le forze partigiane catturano Mussolini.

La resa della Germania e del Giappone

La resa di Germania e Giappone segnarono la conclusione della Seconda Guerra Mondiale. La Germania firmò la resa il 9 maggio 1945, mentre il Giappone si arrese il 2 settembre 1945, dopo gli attacchi atomici su Hiroshima e Nagasaki.

Le conseguenze della WWII

Il secondo dopoguerra (1945-1949)

È il periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale, caratterizzato dalla ricostruzione e dalla riorganizzazione politica ed economica degli Stati coinvolti nel conflitto.

Il piano Marshall

Il Piano Marshall, ufficialmente noto come Programma di Ripresa Europea, fu un'iniziativa economica degli Stati Uniti lanciata nel 1947. Prese il nome dal Segretario di Stato George Marshall e aveva lo scopo di fornire assistenza finanziaria e materiale ai paesi europei colpiti dalla devastazione della Seconda Guerra Mondiale. Il piano consisteva in un massiccio pacchetto di aiuti economici, che ammontava a oltre 13 miliardi di dollari, con l'obiettivo di stimolare la ripresa economica, favorire la stabilità politica e prevenire il diffondersi del comunismo in Europa occidentale. Il Piano Marshall svolse un ruolo significativo nella ricostruzione post-bellica e nella formazione dell'Unione Europea.

L'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite)

È stata fondata il 24 ottobre 1945, come organismo internazionale per promuovere la pace, la sicurezza e la cooperazione tra le nazioni.

Dichiarazione universale dei diritti umani

La Dichiarazione universale dei diritti umani è stata adottata il 10 dicembre 1948 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, stabilendo i diritti e le libertà fondamentali che spettano a ogni individuo.

La questione arabo-israeliana

Con questa espressione ci si riferisce al conflitto tra gli Stati arabi e Israele riguardo alla creazione e all'esistenza dello Stato di Israele, che ha avuto inizio nel 1947 con la risoluzione dell'ONU per la divisione della Palestina.

La nascita della Repubblica Italiana

La Repubblica Italiana nasce il 2 giugno 1946, quando tramite referendum la monarchia viene abolita e l'Italia diventa una repubblica. Il referendum si svolse il 2-3 giugno 1946 in Italia: la maggioranza scelse l'abolizione della monarchia, aprendo la strada alla nascita della Repubblica Italiana.

La Costituzione italiana

Si tratta della legge fondamentale dello Stato. È stata approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 ed è entrata in vigore il 1º gennaio 1948. Essa definisce l'ordinamento democratico e i principi fondamentali della Repubblica Italiana.

La Guerra Fredda (1947-1991)

La guerra fredda è stata una fase di tensione politica e militare tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, senza un conflitto diretto aperto. Era caratterizzata dalla competizione ideologica, dalla corsa agli armamenti e dalla divisione del mondo in blocchi contrapposti.

L'equilibrio nucleare

Durante la Guerra Fredda Stati Uniti e Unione Sovietica possedevano un'ampia quantità di armi nucleari. Questo determinò un equilibrio strategico di deterrenza reciproca dal momento che l'uso di tali armi avrebbe portato a una distruzione reciproca assicurata →Mutual assured destruction (MAD).

La guerra di Corea (1950-1953)

è stato un conflitto tra la Corea del Nord (appoggiata da Unione Sovietica) e la Corea del Sud (sostenuta da Stati Uniti). Terminò con un armistizio che stabilizzò i confini tra le due Coree, in prossimità del 38° parallelo, senza una pace formale.

La Rivoluzione cubana e la crisi dei missili

La rivoluzione ebbe luogo tra il 1953 e il 1959, fu guidata da Fidel Castro e rovesciò il regime dittatoriale di Fulgencio Batista. Gli USA non mostrarono ostilità finché, quando Cuba nazionalizzò alcune colture, appoggiò lo Sbarco della Baia dei Porci (1961). Questo avvicino Cuba all'URSS. Nel 1962, si verificò la crisi dei missili cubani, quando l'Unione Sovietica tentò di installare missili nucleari a Cuba e gli USA reagirono con un ultimatum che portò il mondo sull'orlo di una guerra nucleare.

La guerra del Vietnam

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La guerra del Vietnam è stata un conflitto combattuto tra il Nord Vietnam (sostenuto dall'Unione Sovietica e dalla Cina) e il Sud Vietnam (appoggiato dagli Stati Uniti e dai suoi alleati) dal 1955 al 1975. Terminò con la vittoria del Nord Vietnam e la riunificazione del paese.

Il conflitto ha avuto inizio nella regione dell'Indocina francese nel XIX secolo. Durante la Seconda guerra mondiale, l'Indocina fu occupata dal Giappone e l'amministrazione coloniale francese fu indebolita. Questo evento diede impulso al movimento anti-coloniale vietnamita.

Nel 1941, venne costituito il Vietminh (un fronte nazionalista comunista guidato da Ho Chi Minh) che si oppose alle forze di occupazione giapponesi e all'amministrazione francese.

Gli anni del Boom economico

Periodo di rapida crescita economica che si verificò in molti Paesi occidentali.

Il boom economico in Italia, noto anche come "il miracolo economico italiano", si fece particolarmente intenso negli anni 1958-63. Durante questo periodo, l'Italia ha registrato una crescita economica intensa e rapida, con un aumento significativo della produzione industriale e del reddito nazionale. Questo ha portato ad una notevole riduzione della disoccupazione e ad un miglioramento generale delle condizioni di vita.

Al boom nell'industria, favorito dallo scarto fra l'aumento della produttività e il basso livello dei salari, si accompagnarono due importanti fenomeni sociali: la migrazione interna dal Sud al Nord e l'urbanizzazione. La televisione e l’automobile furono i simboli principali di questo cambiamento.

Aumento della produttività

L'aumento della produzione in un determinato periodo di tempo. Indica l'aumento dell'efficienza e dell'efficacia nel processo produttivo, che può essere raggiunto attraverso l'implementazione di nuove tecnologie, l'ottimizzazione dei processi, l'automazione e altre strategie.

Basso livello dei salari

La situazione in cui i salari pagati ai lavoratori sono relativamente bassi rispetto a determinati parametri di riferimento.

Decolonizzazione e diritti umani

La decolonizzazione e la lotta per i diritti umani, a partire dalla sfida al razzismo, sono temi interconnessi e significativi nella storia del XX secolo. Sono anche temi "attuali".

Decolonizzazione

La decolonizzazione è il processo attraverso il quale le colonie ottengono l'indipendenza politica e la sovranità dagli imperi coloniali che le avevano dominate. Questo movimento ha avuto un ruolo cruciale nella storia del XX secolo, poiché ha portato alla fine del dominio coloniale in molte parti del mondo.

Il crollo dei poteri coloniali europei, dopo la Seconda Guerra Mondiale (1945), crea un'opportunità per i movimenti di indipendenza. Molti paesi colonizzati in Africa, Asia e Medio Oriente iniziano a lottare per la propria libertà.

L'India ottiene l'indipendenza dal Regno Unito nel 1947: uno dei primi importanti successi della decolonizzazione. La figura di Mahatma Gandhi gioca un ruolo cruciale nel processo.

A metà via tra Decolonizzazione e Guerra fredda si colloca la Guerra d'Indocina (1946-1954). La lotta per l'indipendenza del Vietnam dall'impero coloniale francese culmina nella sconfitta francese a Dien Bien Phu nel 1954, portando alla spartizione del paese in Vietnam del Nord e del Sud e allo scoppio della Guerra del Vietnam.

I leader di molte nazioni appena divenute indipendenti si riuniscono nella Conferenza di Bandung (1955), in Indonesia, per promuovere la cooperazione e l'indipendenza: un evento storico di grande rilevanza nel contesto della decolonizzazione e della promozione del movimento dei paesi non allineati

Numerosi paesi africani ottengono l'indipendenza dalla fine degli anni '50 agli anni '60.

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Decolonizzazione: carta storica con le date dell'Indipendenza

Dopo decenni di apartheid, il Sudafrica ottiene l'indipendenza dalla minoranza bianca e l'elezione di Nelson Mandela come presidente nel 1994 rappresenta una tappa importante verso la sconfitta della discriminazione razziale.

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Nelson Mandela

Diritti Umani e Razzismo

La lotta per i diritti umani e contro il razzismo è strettamente collegata alla decolonizzazione, in quanto le popolazioni indigene e le minoranze in molti paesi colonizzati erano spesso discriminate e oppresse. A tal proposito si possono ricordare: La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani da parte delle Nazioni Unite (1948) stabilisce i principi fondamentali dei diritti umani per tutte le persone, indipendentemente dalla loro razza, origine o religione. Il Movimento per i Diritti Civili negli Stati Uniti, guidato da figure come Martin Luther King Jr., lotta contro la segregazione razziale e la discriminazione. Nel 1994 la fine dell'apartheid in Sudafrica rappresenta un punto culminante nella lotta contro il razzismo istituzionale e la discriminazione. La lotta per i diritti umani è sempre combattuta da popoli e gruppi, ma alcune persone possono essere ricordate per il loro impegno nel promuovere una maggiore giustizia, uguaglianza e rispetto per la dignità umana in tutto il mondo (quello che segue è un elenco che, come tutto in questo sito, non ha alcuna pretesa di apparire esaustivo).

Dati utili per comprendere il mondo attuale

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