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Un simpatico repertorio di risorse per lo studio della Divina Commedia
Dante e Virgilio si trovano nella quinta bolgia dell’ottavo cerchio (Malebolge), dove sono puniti i barattieri. L’ambiente è dominato da una distesa di pece bollente, simile ai cantieri navali. La sorveglianza è affidata ai Malebranche, demoni armati di uncini. Il registro letterario assume toni comici e grotteschi.
Dante infatti costruisce i Malebranche come una milizia infernale con una funzione analoga a quella di un corpo armato che controlla un territorio, ma la rappresentazione è deliberatamente deformata e grottesca. Il risultato è una parodia dell’autorità : una gerarchia che imita quella reale, ma la svuota di dignità (la disciplina è sostituita da sguaiataggine, i segnali militari diventano gesti osceni, i "soldati" si azzuffano tra di loro).
Il canto XXI è interessante perché vi si trova un ottimo esempio dello stile comico di Dante: qui ci limiteremo ad esaminare un passaggio assai famoso.
Le Malebolge costituiscono l’ottavo cerchio dell’Inferno, destinato ai peccatori di frode verso chi non si fida, cioè coloro che ingannarono senza tradire un rapporto di fiducia personale (i fraudolenti verso chi si fida, ossia i traditori, sono puniti nel IX cerchio). La struttura è architettonica e regolare: un grande fossato circolare suddiviso in dieci bolge concentriche (bolgia significa fossato), collegate da ponti di roccia e separate da argini.
Ogni bolgia ospita una categoria specifica di fraudolenti, punita con un contrappasso che riproduce simbolicamente la natura dell’inganno commesso. L’ambiente è caratterizzato da oscurità , asprezza, movimento caotico, con pene spesso dinamiche e scenografiche (pece bollente, serpenti, fiamme, corse forzate, metamorfosi).
Le dieci bolge, in ordine, puniscono:
Ruffiani e seduttori
Adulatori
Simoniaci
Indovini e maghi
Barattieri
Ipocriti
Ladri
Consiglieri fraudolenti
Seminatori di discordia
Falsari (di metalli, persone, monete, parole)
Le Malebolge rappresentano il cuore tecnico della frode nella struttura morale dell’Inferno: un sistema ordinato, geometrico e implacabile, che traduce in forma spaziale la logica del peccato. In questo canto Dante si trova nella V bolgia.
I Malebranche sono i custodi della bolgia. I loro nomi (Malacoda, Barbariccia, Alichino, Calcabrina...) hanno sonorità aspre e caricaturali. Essi rappresentano una parodia della gerarchia militare e dell’autorità civile.
"Omè, maestro, che è quel ch’i’ veggio?",
diss’io, "deh, sanza scorta andianci soli,
se tu sa’ ir; ch’i’ per me non la cheggio.
Se tu se’ sì accorto come suoli,
non vedi tu ch’e’ digrignan li denti
e con le ciglia ne minaccian duoli?".
Ed elli a me: "Non vo’ che tu paventi;
lasciali digrignar pur a lor senno,
ch’e’ fanno ciò per li lessi dolenti".
Per l’argine sinistro volta dienno;
ma prima avea ciascun la lingua stretta
coi denti, verso lor duca, per cenno;
ed elli avea del cul fatto trombetta.
"Ohimè, maestro, che cosa è ciò che vedo?"
dissi io "Ti prego, andiamo da soli senza questa scorta,
se tu conosci la strada; io, per me, non la voglio."
"Se tu sei attento e prudente come al solito,
non vedi che digrignano i denti
e con le sopracciglia ci minacciano sofferenze?"
E lui mi rispose: "Non voglio che tu abbia paura;
lascia pure che digrignino i denti a loro piacimento,
perché lo fanno per i dannati nella pece bollente."
Si misero in marcia lungo l’argine sinistro.
Ma prima ognuno di loro aveva stretto la lingua
tra i denti, rivolto verso il loro capo, come segnale.
E lui (Barbariccia) aveva fatto del suo sedere una trombetta
(emettendo un suono come segnale di partenza).