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Dal Latino all'Italiano

1. Latino Classico e Latino Volgare

L'italiano e le altre lingue romanze (o neolatine, come spagnolo, francese, portoghese e rumeno) non derivano dal latino letterario di Cicerone o Virgilio (latino classico), ma dal latino volgare (ossia quello parlato dal popolo → da vulgus, che significa "popolo").

Il latino volgare era la lingua parlata quotidianamente da soldati, contadini, mercanti e cittadini in tutte le province dell'Impero Romano. Con la caduta dell'Impero e l'isolamento delle diverse regioni, la lingua parlata si è evoluta in modi differenti, dando origine ai diversi volgari locali e, successivamente, alle lingue moderne.

2. I mutamenti dalla lingua latina all'italiano

Il passaggio dal latino parlato alle lingue moderne è avvenuto attraverso una serie di trasformazioni che possiamo dividere in tre categorie principali:

A. Mutamenti Lessicali

Riguardano il patrimonio delle parole, la loro sostituzione o il cambiamento del loro significato.

  • Prevalenza della forma popolare: le parole colte o astratte sono state sostituite da termini del linguaggio quotidiano e concreto.
    • Os, oris (bocca colta) > sostituito da Bucca (in origine "guancia gonfiata")
    • Urbs, urbis (città) > sostituito da Civitas
    • Domus (casa) > sostituito da Casa (in origine "capanna")
  • Prevalenza del diminutivo: le forme diminutive, usate nell'affetto familiare, hanno sostituito i termini base.
    • Frater > Fratellum > it. fratello
    • Auris > Auricola > it. orecchia/orecchio
  • Cambiamenti di significato: parole che hanno assunto un senso del tutto nuovo per analogia o uso figurato.
    • Hortus (giardino) > it. orto (terreno per ortaggi)
    • Testa (vaso di terracotta) > it. testa (al posto del latino caput)
  • Prestiti da altre lingue: parole entrate nel lessico a causa di contatti culturali, invasioni o commerci.
    • Linguaggio militare o quotidiano d'origine germanica o araba (es. guerra, elmo, algebra).

B. Mutamenti Fonetici

Riguardano la pronuncia dei suoni, la trasformazione delle vocali e la caduta delle consonanti.

  • Dittongazione: le vocali brevi latine Ĕ e Ŏ in sillaba aperta sono diventate dittonghi (ie, uo).
    • BŎNUM > it. buono (sp. bueno)
    • TĔNES > it. tieni (fr. tiens)
    • DĔCEM > it. dieci
  • Monottongazione: i vecchi dittonghi latini si sono semplificati in una singola vocale.
    • aurum > it. oro
    • taurum > it. toro
  • Caduta della consonante finale: indebolimento e scomparsa delle consonanti finali di parola, fondamentale per l'evoluzione della grammatica.
    • rosam > it. rosa

C. Mutamenti Sintattici

Riguardano la struttura della frase e l'organizzazione della grammatica.

  • Scomparsa delle declinazioni (casi): la caduta delle consonanti finali (come la -m dell'accusativo) rese le desinenze dei casi simili tra loro. I casi latini sono stati quindi sostituiti dall'uso delle preposizioni (di, a, da, in...) e dall'introduzione degli articoli (derivati dai dimostrativi latini come ille, illa).
  • Mantenimento prevalentemente dell'Accusativo: quasi tutti i sostantivi italiani derivano dal caso accusativo latino privato della -m finale (es. laudem > lode; noctem > notte).