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Un simpatico repertorio di risorse per la didattica
Gaspara Stampa (Padova, 1523 – Venezia, 1554) è considerata una delle voci poetiche più originali del Rinascimento italiano. Musicista e poetessa, fu protagonista della vivace vita culturale veneziana. La sua raccolta Rime, racconta con intensità e modernità la sua esperienza amorosa. Per la sincerità emotiva e la forza espressiva dei suoi versi, è oggi riconosciuta come una delle più importanti poetesse del Cinquecento.
Gaspara Stampa rappresenta una delle voci più originali del petrarchismo cinquecentesco.
Sebbene la poetessa adotti il codice linguistico e formale di Francesco Petrarca (1304–1374), lo declina in una dimensione fortemente autobiografica.
Il canzoniere assume così la forma di un diario delle sue vicende sentimentali, legate in particolare al conte Collaltino di Collalto (1523–1566).
Il sonetto Chi vuol conoscer, donne, il mio signore presenta una struttura antitetica rigorosa. Nelle quartine emerge il ritratto dell’amato, costruito secondo i canoni della perfezione fisica e morale. L’ottavo verso introduce una frattura, che rivela la sua crudeltà in ambito amoroso. Nelle terzine il discorso si sposta sull’io lirico, che si definisce, con toni simili a quelli dei fragmenta, come immagine di sofferenza e martirio.
Chi vuol conoscer, donne, il mio signore,
Miri un signor di vago e dolce aspetto,
Giovane d’anni e vecchio d’intelletto,
Immagin della gloria e del valore:
Di pelo biondo e di vivo colore,
Di persona alta e spazïoso petto,
E finalmente in ogni opra perfetto,
Fuor che un poco, oimè lassa! empio in amore.
E chi vuol poi conoscer me, rimiri
Una donna in effetti ed in sembiante
Immagin della morte e de’ martiri;
Un albergo di fè salda e costante.
Una che, perchè pianga, arda e sospiri,
Non fa pietoso il suo crudele amante.
O donne, chi desidera conoscere il mio signore osservi un uomo dall’aspetto attraente e dolce, giovane per età ma maturo per saggezza, incarnazione della gloria e del valore. È biondo, ha un colorito vivace, una statura alta e un torace ampio; è perfetto in ogni azione, tranne che in amore, dove si mostra crudele.
Chi desidera conoscere me osservi una donna che, nei fatti e nell’aspetto, rappresenta la sofferenza e il martirio; una custode di fede assoluta, che, benché pianga, arda e sospiri non riesce a suscitare pietà nel suo crudele amante.